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3 consigli d’oro per vedere su Instagram i tuoi prodotti

Instagram è il social media del momento: con mezzo miliardo di utenti mensili e un tasso di crescita costante, non stupisce che un numero sempre maggiore di brand scelga questa piattaforma per promuovere i propri prodotti.

Instagram è il regno delle immagini. Qui si racconta la parte migliore di sé: tra vacanze e aperitivi, tra outfit e colazioni, è un’isola felice dove vogliamo solo divertirci. Lasciamo a Facebook e a Twitter la politica, la cronaca, le polemiche fin troppo accese. Qui regnano le fotografie, il lifestyle, la leggerezza. E’ vero che oggi il confine di ciò che è “instagrammabile” si sta ampliando e la nuova tendenza tra i millennials è la spontaneità, a scapito di profili troppo costruiti e filtri troppo evidenti. Resta indubbio, però, che questo sia il social dove amiamo vedere e condividere #solocosebelle.

Inutile dire che queste caratteristiche lo rendono l’habitat perfetto per i brand, che qui possono mostrare al meglio i loro prodotti. Non a caso, 200 milioni di utenti visitano giornalmente profili aziendali e il 75% delle persone compie un’azione, che sia visitare un sito web o fare un acquisto, a seguito di un Instagram ads

Dunque, se ancora non stai sfruttando al meglio il tuo profilo Instagram per vendere (perché hai un profilo Instagram, vero?), ecco qualche consiglio per correre subito ai ripari.

  1. Ottimizza il tuo profilo business

    Fai il passaggio
    Il primo step è passare da un account privato a uno aziendale. Non ci sono requisiti particolari, è sufficiente avere una pagina Facebook collegata all’account e fare il passaggio tramite l’app. Questo ti darà magicamente accesso alle statistiche e alla possibilità di sponsorizzare i post.

    Cura il profilo
    Considera il tuo profilo come se fosse l’home page del tuo sito web: sempre di più le persone cercano un brand non su Google ma direttamente qui, e il primo colpo d’occhio è quello che conta. Dedica tempo e attenzione alla foto del profilo, generalmente il tuo logo, al link in evidenza, e a come appare il feed con le ultime immagini, che deve essere curato e coerente.

    Non sottovalutare le stories
    Con foto, video, testi in over e stickers divertenti, sono uno strumento in continua evoluzione, su cui Instagram sta puntando molto. Più immediate rispetto alle foto del feed, le stories possono rappresentare un contatto più frequente e informale con i propri followers. Durano solo 24 ore ma non temere, è possibile salvare le migliori e archiviarle in cartelle sul profilo. Il modo migliore per farlo è dare a ogni “raccolta” un nome chiaro e una piccola immagine di copertina.
    Ad oggi, oltre il 50% degli account aziendali usa le stories (dati Instagram), ed è possibile utilizzarle anche come inserzioni a pagamento, creando annunci immersivi a pieno schermo.

    Scegli gli hashtag giusti
    Né troppi né troppo pochi. Non troppo generici, perché sono inflazionati. Scegliere l’hashtag giusto è un’arte: il consiglio è quello di andare a vedere quelli usati dagli influencer di riferimento della propria nicchia, in modo da creare un dialogo con lo stesso target.

  2. Shoppable post e shoppable stories


    Addio “link in bio”, benvenuti shoppable post
    Dall’anno scorso, Instagram ha introdotto anche in Italia la possibilità di creare gli shoppable post, ovvero un link all’interno della foto per acquistare il prodotto mostrato.
    Questo conferma la volontà della piattaforma di andare in una direazione sempre più business friendly, rendendo possibile per gli utenti di completare la propria buyer journey, dalla scoperta all’acquisto, senza mai lasciare la app e senza passare dallo scomodo “link in bio”.
    Nelle foto compare dunque l’icona della shopping bag in basso a destra, cliccando la quale compaiono da 1 a 5 tag collegati ad altrettanti prodotti. Da qui con un clic si può accedere al catalogo prodotti e completare l’acquisto.
    Per attivare questa possibilità, valida per chi vende beni fisici e ha un account business, è necessario collegare l’account a un catalogo Facebook (da creare tramite la pagina FB, il Business Manager oppure app come Shopify). Una volta effettuato il collegamento, si possono aggiungere tag ai prodotti come con le persone.

    Anche le stories sono shoppable
    L’icona della shopping bag può essere aggiunta non solo ai post ma anche alle popolarissime Instagram Stories, tramite un apposito sticker. Anche in questo caso, basta un clic per accedere all’e-commerce.
    Il vantaggio rispetto ai post è il formato più immersivo, verticale e full screen, e la possibilità di integrare non solo foto ma anche video, testi in over, stickers vari e persino l’audio.

  3. Usare l’influencer marketing


    I consumatori non si fidano della pubblicità. Si fidano delle persone.
    Un brand può acquisire visibilità nel feed Instagram degli utenti con annunci a pagamento, oppure può scegliere di affidare il racconto del proprio prodotto ad altri, a persone riconosciute come punti di riferimento. Gli influencer.
    Oggi, questo tipo di collaborazioni sta progressivamente sostituendo l’advertising, diventando una parte irrinunciabile delle strategie di social media promotion di brand grandi e piccoli.

    Un’ottima strategia per incrementare le vendite online grazie al coinvolgimento di influencer consiste nel condividere sul proprio profilo i post del creator in questione, taggando i prodotti con gli shoppable post di cui abbiamo parlato prima.
    In questo modo, il fatto che un personaggio noto abbia scelto il brand diventa un elemento importante di social proof, riprova sociale, spingendo gli utenti a imitarlo. Con gli shoppable post, il passaggio dall’ammirazione all’acquisto può essere immediato.

    Naturalmente, perché l’experience del consumatore sia fluida, è importante che la presenza del brand e del prodotto all’interno del post dell’influencer appaia il più possibile naturale e spontanea, coerente con lo stile del suo profilo. 
    Come fare perché il post dell’influencer non sembri solo una triste marchetta pubblicitaria?

    Extra tip: scegli i micro-influencer
    Ecco qui il nostro “consiglio extra” per vendere su Instagram.
    Non fare tutto da sé ma coinvolgere personaggi autorevoli della rete, sì. Scegliere bene i propri influencer, anche. Il rischio che corrono molti piccoli brand è quello di “puntare in alto”, mirando a coinvolgere qualche nome famoso del web con centinaia di migliaia di followers (e costi non indifferenti), ma non è detto che sia la strategia migliore.

    E’ molto importante che il content creator con cui collabora sia in grado di inserire in modo naturale il brand all’interno del suo racconto online, mantenendo i contenuti il più possibile conversational e coerenti con il proprio profilo.

    Se l’obiettivo è incrementare le vendite velocemente, poi, nulla vieta di usare Instagram come un canale promozionale a tutti gli effetti, ad esempio creando codici sconto ad hoc che l’influencer comunicherà ai followers nei propri post/stories. Tutti apprezzano uno sconto, e questo è anche un ottimo modo di monitorare le conversioni.

    In conclusione, ottimizzare il profilo Instagram per vendere di più è possibile, ed è un’opportunità da non perdere per le aziende. La bella notizia è che è alla portata di tutti, anche dei piccoli brand.
    Il segreto è rivolgersi ai micro-influencer, più accessibili anche con budget contenuti, e scegliere una piattaforma strutturata per selezionare i più adatti, entrare in contatto con loro e iniziare subito a collaborare, senza costi di intermediazione. Una piattaforma come, ad esempio, AQER.